La Ferrari 625 F1 è la vettura con cui la Scuderia Ferrari corse il Campionato mondiale di Formula 1 1954 e parte del Campionato mondiale di Formula 1 1955. Strettamente derivata dalla 500 F2, venne affiancata dalla 553 F1 nel 1954 e sostituita dalla 555 F1 nel 1955. Il nome dell’auto 625 rappresenta il volume del cilindro di 625 cc per cilindro del motore (625 x 4 cilindri = 2.500cc).
Sviluppo
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Dopo la parentesi delle Formula 2 nel 1952-53, nel 1954 si ricominciò a correre il mondiale con vetture di Formula 1. Rispetto al 1951, il nuovo regolamento della massima formula prevedeva un massimo di cilindrata a 2.500 cm³ per i motori aspirati e a 750 cm³ per i motori sovralimentati. Questa novità fu tuttavia accolta con molte riserve dai critici dato il divario di cilindrata con le precedenti Formula 1.
La Ferrari non si fece comunque cogliere impreparata in quanto stava lavorando sul nuovo motore da 2.500 cm³ già dal 1951 (il nuovo regolamento venne infatti divulgato con notevole anticipo) per dare vita nello stesso anno alla 625 F1. Questo nuovo propulsore era strettamente imparentato con quello della 500 F2, si trattava infatti di un 4 cilindri in linea con distribuzione bialbero che era stato sviluppato parallelamente al 2.000 cm³ da Formula 2. Il frazionamento era stato scelto dallo stesso Enzo Ferrari in accordo con Aurelio Lampredi che riteneva il 4 cilindri una configurazione più adatta alle nuove cilindrate imposte dal regolamento.
Le prime prove al banco, effettuate nella primavera del 1951, rivelarono la maggiore efficienza rispetto a un 12 cilindri di pari cilindrata: aveva più coppia, pesava 45 kg in meno, aveva un rapporto peso potenza migliorato del 15% e poteva contare sul 65% in meno di parti in movimento. La potenza era di 210 CV a 7.000 giri/min ma, modificando il rapporto di compressione, già all’inizio del 1954 sarebbe arrivata a 230 CV allo stesso regime per poi raggiungere i 245 CV alla fine dello stesso anno.
Nel complesso, la 625 F1 si dimostrò la logica evoluzione della gloriosa 500 F2. Oltre al motore, di cui abbiamo già parlato, e al telaio a longheroni e traverse, con la sua progenitrice condivideva l’impostazione generale della vettura che presentava i classici ammortizzatori Houdaille affiancati da un ponte De Dion al posteriore, il cambio a 4 marce in blocco col differenziale e un’accensione doppia a 2 magneti.
Tuttavia tra 1954 e 1955 la vettura fu sottoposta a varie modifiche atte a migliorarne il rendimento. Infatti la 625 F1 si rivelò poco potente e con problemi di assetto rispetto alle più performanti Mercedes W196 e Maserati 250F. Il motore fu più volte rivisto adottando parti di quello della 553 F1 e addirittura il basamento della 735 S in alcune occasioni. Anche il cambio venne sostituito ed ebbe 5 rapporti. Alla ricerca del migliore assetto venne spostata la balestra posteriore da sotto a sopra il differenziale e vennero adottate delle molle elicoidali all’anteriore in sostituzione di quelle a balestra.

La 625 F1 si distinse anche per i primi studi aerodinamici compiuti dalla scuderia di Maranello su una Formula 1. Infatti, rispetto alla 500 F2, si presentava leggermente più avvolgente e alcuni organi meccanici, come i bracci delle sospensioni posteriori, erano ora completamente carenati. Anche il muso fu modificato adottandone uno più schiacciato verso il basso per garantire maggior penetrazione aerodinamica nei circuiti più veloci. In occasione del gran premio di Argentina del 1955 venne utilizzata in prova una particolare versione con poggiatesta carenato ma ebbe scarso successo.
Tuttavia il confronto con la Mercedes W 196, molto più moderna e avanzata, pilotata da Fangio non poté che tornare tutto a vantaggio della vettura tedesca. La 625 F1 era infatti lo specchio di un potenziale tecnico non paragonabile a quello della Mercedes. Ma nel suo complesso fu una macchina comunque competitiva e migliore sia della 553 che della 555 F1.
