Ferrari 312 T6 – 1977

Seguendo quanto stavano già sperimentando nella seconda metà degli anni 1970 altre scuderie concorrenti di Formula 1, nel 1977 la casa del Cavallino testò anche un’insolita variante a 6 ruote della vettura, nota con il nome di 312 T6. Tale monoposto, la cui principale particolarità era rappresentata dall’avere le ruote posteriori gemellate, rimase allo stadio prototipale non venendo mai portata al debutto in gara[6].

La 312 T6 con ruote posteriori gemellate in fase di test nel 1977

L’uso sull’asse posteriore di ruote anteriori accoppiate e montate su specifici cerchioni della Speedline, fu studiato per ridurre la sezione frontale rispetto alle grandi ruote posteriori che equipaggiavano le F1 in quel decennio, e al contempo ridurre la flessione laterale in curva della carcassa dello pneumatico[7]. Niki Lauda e Carlos Reutemann collaudarono in varie occasioni la 312 T6 sul circuito di Fiorano e sulla pista di Nardò, ma, mentre l’austriaco si disse favorevole alla nuova vettura, l’argentino non ne fu soddisfatto e ne criticò il comportamento stradale, dopo essere andato a sbattere la prima volta e aver rotto una sospensione nella seconda sessione sul circuito privato della Ferrari, dichiarandosi non contento di guidarla[8]; tuttavia la vettura in quello stadio di sviluppo non avrebbe comunque potuto essere ammessa in gara poiché la sua carreggiata superava la larghezza massima consentita dal regolamento, problema a cui Mauro Forghieri e in tecnici Ferrari non seppero trovare rimedio portando così all’accantonamento del progetto[7].

Nello stesso periodo la stampa specializzata pubblicò una foto-spia di quella che, all’apparenza, era un’ulteriore versione speciale della vettura nominata 312 T8, con 8 ruote di cui 4 all’anteriore e 4 al posteriore (senza l’uso di ruote gemellate), mentre veniva collaudata da Clay Regazzoni: anni dopo si scoprì che era solo una “bufala” creata ad arte dalla stessa Ferrari per tenere alta l’attenzione su di sé

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *